
GALLERIA BORBONICA
La Galleria Borbonica è un'imponente cavità sotterranea di Napoli che si snoda al di sotto della collina di Pizzofalcone, nei pressi del Palazzo Reale, all'interno del quartiere San Ferdinando. La nascita del traforo risale al decreto del 19 febbraio 1853, con cui Ferdinando II di Borbone incaricò l'architetto Errico Alvino di realizzare un passaggio sotterraneo per collegare il Largo della Reggia (l'odierna Piazza del Plebiscito) a Piazza della Vittoria, riprendendo un'idea preliminare formulata verso il 1850 da Antonio Niccolini.
Sebbene inserita tra le opere pubbliche dell'epoca, l'infrastruttura rispondeva principalmente a esigenze di natura militare:
Garantire alla famiglia reale una rapida via di fuga verso il mare in caso di sommosse popolari.
Assicurare un tempestivo collegamento strategico tra la Reggia e le truppe di stanza nelle caserme di Chiaia (Caserma della Vittoria e Caserma della Cavallerizza).
Il progetto di Alvino prevedeva due corsie intitolate Strada Regia e Strada Regina, affiancate da marciapiedi. Gli scavi, avviati ad aprile 1853 a partire da occidente (via della Pace, oggi via Morelli), incontrarono notevoli ostacoli: la morfologia complessa del colle, strati di ceneri vulcaniche non consolidate e l'intersezione con antiche cave (come le cave Carafa) e cisterne dell'acquedotto di Cesare Carmignano (1627-1629).
Nonostante le difficoltà, Alvino riuscì a superare due grandi cisterne realizzando due ponti sotterranei, considerati un capolavoro dell'ingegneria ottocentesca. Il tunnel fu inaugurato il 25 maggio 1855 e aperto al pubblico per tre giorni. Tuttavia, lo scavo si arrestò a poca distanza dallo sbocco orientale di piazza Carolina a causa dei problemi morfologici e non venne mai completato, complici anche la morte del sovrano nel 1859 e gli avvenimenti politici che travolsero il successore Francesco II.
Nel corso del XX secolo la galleria visse diverse fasi di utilizzo:
Rifugio Antiaereo (Seconda Guerra Mondiale): Il Genio militare adattò i sotterranei per proteggere la popolazione durante i bombardamenti. Gli ambienti vennero dotati di impianto elettrico, latrine, brandine e stoviglie per consentire la permanenza per diversi giorni.
Deposito Giudiziario (Dopoguerra - Anni '70): Il comune adibì gli spazi a deposito per masserizie e veicoli sequestrati (auto e moto). Contemporaneamente, alcuni pozzi vennero usati abusivamente dai palazzi sovrastanti come discarica.
Anni '80: Le cave Carafa vennero impiegate come parcheggio. Durante i cantieri per la Linea Tranviaria Rapida in piazza del Plebiscito, il tunnel fu intercettato per errore, imponendo varianti di scavo e iniezioni di materiale stabilizzante.
A partire dal 2005 la cavità è stata oggetto di rilievi geologici e interventi di bonifica. Il 29 ottobre 2010, grazie al lavoro volontario dell'Associazione Culturale "Borbonica Sotterranea" e senza fondi pubblici, il sito è stato messo in sicurezza e aperto alle visite turistiche.
Oggi il percorso offre un'illuminazione scenografica e permette di ammirare:
Auto e moto d'epoca restaurate, rimaste nel sotterraneo dall'epoca del deposito giudiziario.
I resti del monumento ad Aurelio Padovani, inaugurato nel 1934 in piazza Santa Maria degli Angeli (opera di Marcello Canino, Carlo de Veroli e Guglielmo Roehrssen) e rimosso nel secondo dopoguerra per eliminare i simboli del regime fascista.
Un secondo imponente rifugio antiaereo su più livelli situato in prossimità di Palazzo Serra di Cassano, scoperto nel settembre 2013 e reso accessibile al pubblico dal 30 gennaio 2016.
La Galleria Borbonica è accessibile attraverso tre varchi:
Via Domenico Morelli: Situato all'interno del Parcheggio Morelli (nei pressi di Piazza dei Martiri).
Vico del Grottone n. 4: Traversa di via Gennaro Serra vicino a Piazza del Plebiscito, realizzato nel XVIII secolo per la manutenzione dell'acquedotto da parte dei "pozzari".
Via Monte di Dio n. 14: Presso Palazzo Serra di Cassano, anch'esso di origine settecentesca per l'accesso alla cisterna del palazzo.
Piazza dei Martiri
Chiesa di Santa Maria della Vittoria
Villa e Museo Pignatelli
Chiesa dell'Ascensione a Chiaia
Chiesa di Santa Teresa a Chiaia
Chiesa di Santa Maria in Portico
Chiesa di San Giuseppe a Chiaia